Articoli, sintesi di ricerca e riflessioni cliniche su ADHD, autismo, AuDHD, DSA e plusdotazione. Dove la letteratura scientifica incontra la pratica quotidiana.
Studio computazionale 2026 su Developmental Science: autismo, ADHD e dislessia condividono geni ma producono profili così diversi perché la sensibilità delle abilità a un substrato condiviso varia.
Studio qualitativo 2026 su 225 post di adulti diagnosticati come autistici, ADHD, o entrambi. Quattro temi ricorrenti: lutto contrafattuale, lutto per il sé più giovane, gratitudine, burnout.
Una perspective paper 2026 su Frontiers in Physiology propone l'asse intestino-cervello-ormoni come pathway dell'intensità emotiva nella plusdotazione. È un'ipotesi, non una dimostrazione.
Studio cross-sezionale 2026 su 102 donne: la disgregazione di identità sposta verso il BPD, la sensibilità sensoriale verso l'autismo. Una mappa per orientarsi nella diagnosi differenziale.
Una review su Autism riesamina 389 studi sul camouflaging autistico e sulla CAT-Q: il termine è usato in modi diversi e lo strumento più diffuso si confonde con misure di ansia sociale.
Una meta-analisi sul Journal of Affective Disorders aggrega 14 RCT: la CBT funziona sui sintomi core e sulle funzioni esecutive, ma su qualità di vita e auto-valutazione l'effetto medio resta assente.
Una review 2026 su Biological Psychiatry rilegge le oscillazioni cicliche dei sintomi ADHD come fenomeno biologico misurabile con la PET, non psicologico. Cosa implica nella pratica.
La review 2026 di Drugs & Aging riapre una domanda che molte donne tra i 45 e i 55 si stanno facendo: la nebbia mentale è solo perimenopausa, o è un ADHD che finalmente smette di restare nascosto?
Un articolo critico 2026 sostiene che la dislessia viene oggi diagnosticata in adulti senza reali difficoltà di lettura. Perché succede e come diagnosticare con criteri più solidi.
Uno studio 2026 mostra che i deficit del disturbo della coordinazione motoria (DCD) non scompaiono crescendo: con l'età il divario funzionale può addirittura aumentare.
Le donne con ADHD ricevono la diagnosi in media 5–7 anni dopo gli uomini. Le ragioni stanno nel modo in cui i sintomi si manifestano e in come vengono letti dal sistema sanitario.