ADHD e autismo

“Ho bisogno di routine, ma non riesco a rispettarle”ADHD e autismo nell'adulto: un caso clinico di doppia diagnosi

Due bisogni opposti nella stessa persona: cercare stimoli e non tollerare cambiamenti.

Tema clinico ADHD e autismo
Tipo Caso clinico composito
Autore Dr. Giulio Errico
Lettura ~ 3 min

La richiesta di valutazione

“Ho bisogno che le cose siano sempre uguali, e allo stesso tempo non riesco a seguire nemmeno le routine che mi costruisco da solo. Non capisco che cosa ho.”

Questo caso riguarda la valutazione di ADHD e autismo nell'adulto, una comorbilità frequente e spesso mascherata. Bisogno di routine, sensibilità sensoriale e fatica sociale non appartengono all'ADHD, mentre distraibilità e procrastinazione non appartengono all'autismo. La diagnosi differenziale, e la possibile doppia diagnosi, richiedono storia evolutiva, osservazione strutturata e attenzione al camouflaging, non un questionario.

Perché l'ipotesi di ADHD nell'adulto era plausibile

La componente attentiva dei sintomi riportati dal paziente era pienamente compatibile con l'ADHD: difficoltà a iniziare e concludere i compiti, facile distraibilità, procrastinazione dei compiti noiosi. Anche sul versante iperattivo-impulsivo erano presenti sintomi che potevano far pensare a un ADHD con impulsività verbale e senso di irrequietezza presenti fin dall'infanzia. Lo screening per l'ADHD effettuato mediante questionari ha dato esito positivo e la compromissione era significativa nell'ambito del lavoro, della gestione della vita quotidiana e delle relazioni.

Anche la sensazione di non riuscire a rispettare le proprie regole è frequente nell'ADHD: le routine vengono costruite proprio per compensare una difficoltà di autoregolazione, e falliscono per lo stesso motivo per cui erano state costruite.

Il passaggio decisivo

L'elemento che non tornava

Le persone con ADHD tendono a cercare novità e stimolazione, e spesso tollerano bene i cambiamenti di programma, che anzi rompono la noia. Qui accadeva il contrario: un cambio imprevisto generava irritazione sproporzionata e conflitti, gli ambienti rumorosi e affollati erano vissuti come estremamente faticosi fino ad arrivare ad un malessere fisico, dopo le situazioni sociali serviva un tempo di recupero in solitudine, e frequentemente la persona aveva litigi a causa di “fraintendimenti”.

Nessuno di questi elementi rientra nella descrizione dell'ADHD. Rientrano invece nel profilo dello spettro autistico nell'adulto, in particolare in quello di chi ha imparato a mascherare le proprie caratteristiche e appare, in superficie, perfettamente adeguato. La contraddizione tra il bisogno di routine e l'incapacità di sostenerle non era un paradosso da spiegare, ma la firma di due funzionamenti che coesistono.

Cosa abbiamo approfondito nella valutazione

Come cambia la formulazione del caso: ADHD, autismo o entrambi

Gli elementi emersi indicavano che l'ADHD era presente, ma non sufficiente a spiegare l'intero quadro. Il bisogno di prevedibilità, la sensibilità sensoriale e la fatica sociale erano coerenti con un profilo dello spettro autistico, che nella valutazione strutturata risultava attenuato dal mascheramento e diventava evidente solo integrando osservazione, storia e questionari.

La formulazione ha descritto l'interazione tra i due funzionamenti: l'autismo spiegava il bisogno di routine e il costo dei cambiamenti; l'ADHD spiegava perché quelle stesse routine non reggevano. Il loro fallimento produceva un disagio doppio, e proprio questa dinamica era il bersaglio dell'intervento.

Cosa insegna questo caso sulla diagnosi di ADHD nell'adulto

ADHD e autismo coesistono con frequenza e possono mascherarsi a vicenda. Un sintomo che sembra contraddittorio è spesso un indizio. La valutazione dello spettro nell'adulto richiede osservazione strutturata, storia evolutiva e attenzione al mascheramento: nessun questionario, da solo, è sufficiente.

L'autore

Chi ha scritto questo caso.

Dr. Giulio Errico
Dr. Giulio Errico
Psicologo

Si occupa prevalentemente di valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica dell'ADHD e delle neurodivergenze nell'adulto, a Roma e online.

Iscrizione all'Ordine
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 31976
Attività clinica
Collaboratore clinico presso il Centro Clinico De Sanctis, Roma
Dottorato
Dottorando in Psicologia e Scienze Cognitive, Sapienza Università di Roma
Collaborazioni professionali
Collaboratore ufficiale di AIFA APS per la regione Puglia
Chi sono
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